Food

La scoperta dell’anno!

Quando un giorno il mio collega me ne ha parlato, l’ho guardato perplessa ed ho pensato: “mah, sarà l’ennesimo attrezzo da cucina che compro ed infilo in qualche armadietto a prendere polvere!”.
Però ad essere sincera, il suo entusiasmo mi aveva incuriosita. Solo dopo aver guardato in tv la presentazione del Nicer Dicer Plus, condotta da uno chef americano che con grande agilità sminuzzava, tagliava ed affettava qualsiasi tipo di verdura e frutta, la curiosità si è trasformata in un “sì lo voglio!”.
Il prezzo in tv era piuttosto alto (circa €. 70,00), ma sapevo che su internet si poteva trovare a meno. Il mio collega, per esempio, l’aveva trovato su Amazon a €. 24,00.
Io, invece, ho trovato il Nicer Dicer Plus in quei banchetti di fiere locali, che vendono ricambi per cucina ed utensili di vario genere a €. 20,00! Ed è stato mio!
Ve ne parlo perché non credo di aver fatto acquisto migliore quest’anno! Lo uso praticamente tutti i giorni per preparare insalatone e fresche macedonie. Se prima ci mettevo un sacco di tempo a tagliare a rondelle le zucchine da far cuocere in padella, oggi, in pochi secondi e senza sporcare, è diventato facilissimo! E poi patatine a bastoncini, feta a quadratini e pomodori divisi in quattro! Un colpo secco e frutta e verdura sono pronte da essere mangiate!
A me si è aperto un mondo e voi ne avete mai sentito parlare? Fatemi sapere nei commenti qui sotto se già lo conoscete e avete qualche ricetta da suggerire!!
Alla prossima!


The discovery of the year!

When my colleague told me about it, I looked puzzled and I thought: “well, it will be yet another kitchen tool that I buy and I put in some cupboard gathering dust.”
But to be honest, his enthusiasm has me intrigued. Only after watching tv in the presentation of the Nicer Dicer Plus, carried out by one American chef who, with great agility crumbled, cutting and slicing all kinds of vegetables and fruits, curiosity has turned into a “yes I do.”
The price on TV was quite high (approximately €. 70.00), but I knew that you could find it cheaper on internet. My colleague, for example, had found it on Amazon for €. 24.00.
So, wandering through local fairs, I found the Nicer Dicer Plus in those stalls of kitchen utensils for €. 20.00! And it was mine!
I talk about it because I do not think I’ve done better shopping this year! I use it almost every day to prepare salads and fresh fruit salads. And potato sticks, tomatoes and feta squares divided! A blow dry and fruit and vegetables are ready to be eaten!
Let me know if you already know it and you have some recipes to suggest!!
See you soon!!

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Food

Il te’ delle 5

Ritorno a parlare di te’, della mia passione per questa calda e raffinata bevanda.
E lo faccio perché ho avuto modo, tramite una collega, di scoprire una deliziosa bottega nel cuore di Milano, specializzata in questo rituale.
Il negozio, a cui si accede salendo due scalini, si chiama l’essenza del the. Appena entrati, si viene immediatamente colti da un inebriante ed avvolgente aroma di tè. Ben ordinati su ciascuna parete e contenuti in scatole verdi, ci sono circa 300 qualità di te’ naturali sfusi provenienti da India, Cina, Ceylon, Africa e Giappone.
I miei preferiti sono certamente i tè aromatizzati (verdi, neri, oolong)! A mio parere la loro specialità, mai provati di così buoni! Uno degli ultimi acquisti è stato il tè verde alla torta di mele, con pezzi di Mela, Ribes, Marzapane e Cassia (aroma), fiori di Fiordaliso. Sorseggiare un tè come questo con una calda fetta di torta di mela e una spruzzatina di panna montata fresca è la merenda perfetta…da condividere con le amiche o per un baby party per i più piccini!! E poi tisane dopo pasto e infusi alla frutta per riscaldare le vostre giornate o coccolarvi sorseggiando un po’ di dolcezza.
L’essenza del the è un piccolo mondo dedicato a questa bevanda: vi potrete sbizzarrire comprando anche zuccherini di varie forme e colori, scatoline con deliziosi disegni, servizi da tè, bollitori e le comodissime tea sac per metterci il vostro tè sfuso.
Insomma, un cult che le amanti del tè non possono perdere!

L’essenza del the
via Cerva, 12
20122 Milano
tel. 0245481483
email: info@essenzadelthe.fastwebnet.it
Metro Duomo

Tea of 5

Return to talk to you, my passion for this warm and refined drink.
And I do it because I got through a colleague, to discover a delightful shop in the heart of Milan, specializing in this ritual.
The store, which can be accessed two steps above, is called “the essence of tea”. As you enter, you are immediately struck with a heady and enveloping flavor of tea. Well ordered on each wall and contained in green boxes, there are about 300 of you as natural bulk from India, China, Ceylon, Africa and Japan.
My favorites are definitely the flavored teas (green, blacks, oolong)! In my opinion their specialty, never felt so good! One of the last purchases was the green tea apple pie, with chunks of apple, currant, marzipan and Cassia (fragrance), flowers of cornflower. Sipping tea like this with a warm slice of apple pie and a sprinkling of fresh whipped cream … is the perfect snack to share with friends or for a baby party for the kids! And then after dinner teas and fruit teas to warm up your day or pamper yourself and enjoy a little ‘sweetness.
The essence of tea is a small, world dedicated to this drink: you can also indulge by buying sugar in various shapes and colors, boxes with delightful drawings, tea sets, tea kettles and cushy sac to put your loose tea.
In short, a cult that tea lovers can not miss!

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Food

Quando la forma (del bicchiere) e` sostanza: il giusto bicchiere per un buon Champagne

State pensando alla lista nozze o semplicemente a quali bicchieri scegliere per una cenetta romantica con il Vostro lui o la Vostra lei?
Nell’ambito della rubrica dedicata al vino, l’angolo di-vino, abbiamo chiesto al nostro esperto Sommelier, Sergio Nodone, qual’è il bicchiere adatto per sorseggiare lo Champagne.
E la risposta che ci ha dato non è così ovvia come può sembrare, leggete qui!

“Qualche giorno fa e`comparso il seguente articolo su Il Sole 24 Ore, nel quale si riportava il punto di vista dell’azienda Riedel rispetto all`utilizzo del bicchiere giusto per lo Champagne. http://food24.ilsole24ore.com/2014/03/lo-champagne-ecco-perche-non-va-bevuto-nelle-flute/
La flute e` considerata obsoleta da un po´ di tempo e la ragione e` molto semplice: lo Champagne o i metodi classici elaborati nella stessa maniera, non sono semplici vini con le bolle, ma sono normalmente vini che vengono da territori e prodotti in maniera da averne un corpo notevole. Discorso che invece non vale per i vini prodotti con il metodo Charmat, tipo il Prosecco.
Ora, in realta`, partiamo da un concetto semplice: se prendiamo un prodotto di base in un supermercato, il mio consiglio e`quello di non stare a prendersi troppo la testa pensando a che bicchiere usare e onestamente anche un normalissimo calice Ikea va bene. La vita e` gia` complicata, non complichiamocela per un vino normale.
Ma, vi e` venuto in mente di festeggiare un grande avvenimento, che ne so, lavoro, fidanzamento, laurea o solo avete semplicemente voglia di trattarvi bene, allora vi rivolgete ad uno come me, gli dite quali sono i vostri gusti e cosa mangerete e che volete un bello Champagne o un metodo classico italiano di medio-alto livello, siete in 2-3-4 persone, anche da soli, ma si`, anche da soli, allora a questo punto il bicchiere giusto ci vuole.
Innanzitutto, ricordatevi che se volete evitare di perdere la parte migliore della bottiglia, in questo caso le bolle, ebbene mettete i bicchieri in frigo con la bottiglia: avendo la stessa temperatura non ci sara` reazione caldo-freddo e quindi quella schiuma, ma che sembra bella, ma che non sono altro che bolle che fanno ciao-ciao.
E noi questo non lo vogliamo.
Per me il bicchiere giusto e` quello da Borgogna Bianco: in questo caso c´e` bisogno di un bicchiere ampio, che esalti la complessita` dello Champagne o metodo classico che sia, ma che sia anche lungo in altezza di modo che le bolle possano sfogarsi.
Lasciate perdere i bicchieri da rosso e quelli troppo ampi, fosse solo per una cosa: sono enormi, in tavola non ci stanno, e in 2 bicchieri la bottiglia e` finita. Se siete in 2 ad un appuntamento galante, vorrete mica che la persona che vi interessa scappi presto no? E poi, beviamo piano e godiamoci il buon nettare e la buona atmosfera.
Buon vino a tutti e alla prossima.”

Are you thinking about the wedding list, or simply choose which glasses for a romantic dinner with your he or your she?
As part of the column dedicated to wine, the angle-of wine, we asked our expert Sommelier, Sergio Nodone, what is the appropriate glass for sipping Champagne.
And the answer he has given us is not as obvious as it may seem, read here!

When the shape (of a glass) it’s as important as the content: the right glass for a good Champagne
A few days ago, this article and video appeared on the Il Sole 24 Ore newspaper, in which was reported the opinion of the glass manufacturing company Riedel about the use of the correct glass for a Champagne
http://food24.ilsole24ore.com/2014/03/lo-champagne-ecco-perche-non-va-bevuto-nelle-flute/
The flûte is considered old-fashioned for a while already, the reason being really simple: a Champagne or the Méthode Champenoise sparkling wines aren’t just simple wines with bubbles, but they are wines coming from specific regions and made specifically in order to have an important body.
This doesn’t apply instead for wines made with the Charmat method, as the Prosecco for instance.

Now, let’s try not to overdo things: if we buy a basic product in a supermarket, my suggestion is that you won’t complicate your life spending too much time about thinking which is the right glass to use, since honestly in this case a plain Ikea glass would do. Life is already complicated, let’s not make it too difficult for a normal wine.

But, you have in mind to celebrate something important, such as your engagement, a professional success, your graduation or you just feel like pampering yourself, then you decide to come to a person like me for the right suggestion, accordingly to your taste and for pairing a wine with some food, you want a super-good Champagne or a brilliant Italian “metodo classico” (as it is called in Italy the méthode champenoise), you are in 2-3-4 people or alone, well now you will need the right glass.

First of all, remember that if you want to avoid the loss of the best part of the bottle, in this case the bubbles, put the glasses in the fridge together with your Champagne bottle: with the same temperature we will avoid the cold-warm reaction between liquid and crystal, that causes the formation of this nice-looking foam, but which makes you lose the best part of the Champagne, the bubbles, and we don’t want this.

In my opinion, the best glass is the one for White Burgundy Chardonnay (foto): we have hare a wide but not too much glass, that allows the body of the wine to open up and breath easily, but also tall enough to permit to the bubbles to dance nicely.

Forget the glasses for red wines and those too wide, just for the sake of your pleasure: these glasses are too big, they are hard to manage on a table and after 2 glasses the dinner is over.
If you have a nice dinner with somebody you like, you really don’t’ want that this moment ends too soon and see your beloved waving bye-bye too soon, don’t you? It is on the contrary much better to sip slowly and with pleasure your wine and enjoy the moment.

Good wine everyone!

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Food

Il mondo del vino: un paradiso dove c’è posto per tutti

Miei cari amici, oggi a verdecomeilpistacchio apriamo un angolo nella categoria “food” dedicato al vino: l’angolo di-vino. E per parlarne con cognizione di causa ho pensato di chiedere la preziosa collaborazione di un vero e proprio Sommelier, Sergio Nodone, iscritto all’Associazione Italiana Sommelier.
Gustiamoci quindi quest’interessante introduzione al mondo del vino, cui poi, se sarete interessati (e spero proprio di si), potranno seguire altri articoli!

My dear friends, today verdecomeilpistacchio open a corner in the category “food” dedicated to wine: the wine-angle. And to talk about it with knowledge of the facts I thought I’d ask for the collaboration of a genuine Sommelier, Sergio Nodone, member of the Association of Italian Sommelier.
So let’s enjoy this interesting introduction to the world of wine, which then if you are interested (and hopefully will) be able to follow other items!

“Negli ultimi 10 anni il vino è divenuto in Italia un fenomeno di massa.
Tutti fanno a gara per definirsi esperti o meno e se uno beve un vino fuori del comune gusto o un vino con un prezzo contenuto, viene spesso guardato con sospetto.
Il vino non deve essere una moda, quanto piuttosto una parte integrante della vita di coloro che lo amano.
Prima di eventualmente parlare in futuro da dove viene il vino, c’è una cosa fondamentale da sapere: esistono tanti tipi di vini, di tutti i colori, profumi, intensità e gusti.
Allora, dobbiamo tutti pensare che l’unico standard che importa nel mondo del vino è: un vino deve essere oggettivamente ben fatto o non ben fatto.
Una volta che si è capito che un vino ha una qualità accettabile, allora possiamo dire “mi piace o non mi piace”.
Questo giudizio soggettivo è però amplissimo e ognuno di noi potrà trovare il vino che soddisfa il suo carattere o il suo stato d’animo.
Ci sono vini fermi e vini frizzanti, ci sono vini rossi, rosé, bianchi, ci sono vini delicati e vini intensi, ci sono vini deboli e vini corposi, vini secchi e vini dolci. Ci sono vini Italiani, Francesi, Spagnoli, Argentini, Georgiani e così via.
Allora, non lasciamoci prendere da pregiudizi, piuttosto cominciamo la ricerca dei vini che ci assomigliano o che ci piacciono di più. Senza pensare da dove vengono.
Lasciamoci sorprendere: il mondo del vino è talmente vasto che ognuno troverà il suo piacere, il suo paradiso.
Buon vino a tutti.”

The world of wine: a paradise where there is room for everyone.
In the last 10 years wine has become a very fashionable topic in Italy
Everyone competes to be considered the best wine expert and if someone drinks an uncommon or cheap wine, he’s/she’s looked suspiciously.
In my opinion, wine oughtn’t a latest fashion topic, rather a part of our everyday life, especially for those who love it.
Before talking about where wines come from, a basic to know is: there are lots of wines, of all colours, tastes, perfumes, intensity.
So, we all must consider that the only standard that matters in the world of wine is: a wine must be objectively well made or not well made.
Once, we understand that a wine has an acceptable standard of quality, then we can say “I like it or I don’t like it”.
This personal judgement can be really wide and everyone of us will have the chance to find the wine that fits better his/her nature or state of mind.
There are still and sparkling wines, red, rosé or white wines, delicate or intense wines, weak or full-bodied wines, dry or sweet wines. We have wines from Italy, France, Spain, Argentina, Georgia and so on.
Hence, it is very important to taste without prejudice. Let’s start the quest for the wines that either are similar to us or that we just simply like, without thinking where they come from.
Let’s be surprised: the world of wine is so big that everyone can find his/her pleasure, his/her paradise.
Good wine everyone.

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Food

È l’ora del te’…

Rito o merenda è sempre un piacere berne una tazza, soprattutto in queste giornate in cui il freddo bussa alle porte e aumenta la voglia di sorseggiare qualcosa di caldo.
La bevanda più conosciuta ed apprezzata del mondo (non so dirvi se pari al caffè o meno) ha saputo esportarsi ed evolversi nelle varietà più interessanti. E per quanto gli inglesi siano gli iniziatori di questo rito delle “5”, ultimamente trovo che i francesi abbiano saputo commercializzare e pubblicizzare in maniera straordinaria questa bevanda. Ne è un esempio una marca di te’ che io amo particolarmente e che conobbi per la prima volta a Parigi, Mariage Freres. Nella loro meravigliosa boutique, che ricorda una sala da te’ della fine dell’800, trovi gentilissimi camerieri che vestiti con le divise d’epoca del colonialismo francese ti aiutano a scegliere tra svariate qualità di te’…e garantisco che ce ne sono veramente tante!
Con packaging raffinati ed eleganti, hanno saputo vestire una bevanda che emoziona e dona piacere a chi la beve. Tra le miriadi di qualità vi cito la mia preferita, te’ “Des Impressionnistes”, una miscela verde con un delizioso profumo di spezie dolci e fiori bianchi.
E cosa c’è di più buono che assaggiare un macarons, gustando un delizioso te’ al caramello o alle mandorle? Nulla, avranno pensato quelli di Laduree’ che propongono miscele calde ed avvolgenti come i loro insuperabili pasticcini. Altri due marchi storici francesi sono Kusmi e Lov Organic che hanno aperto da pochissimo i loro monomarca a Milano. Insomma, possiamo dire che i francesi si sono appropriati del tipico rito del te’ che per tradizione apparteneva alle abitudini inglesi? Oppure hanno solo capito come trasformarlo in un oggetto del desiderio?
Voi che ne pensate?
Intanto vado a prepararmene una tazza…alla prossima!

Rite or snack is always a pleasure to drink a cup, especially in these days when the cold knocks at the door and increases the urge to sip something hot.
The drink known and appreciated in the world (I can not tell if equal to or less coffee) was able to be exported and evolve into the most interesting varieties. And as far as the British are the initiators of this rite of “5”, lately I find that the French have been able to market and advertise in an extraordinary way this drink. One example is a brand of tea ‘I particularly like that and I met for the first time in Paris, Mariage Freres. In their wonderful boutiques, reminiscent of a tea room ‘of the 800, which has friendly waiters dressed in period uniforms of French colonialism help you choose from a variety of quality you’ … and I guarantee that there are so many!
With refined and elegant packaging have been able to dress up a drink that excites and gives pleasure to the drinker. Among the myriad of quality I quote my favorite, you, ‘”Des Impressionnistes”, a green mixture with a delicious scent of sweet spices and white flowers.
And what’s more you taste a good macarons, you can savor a delicious’ caramel or almond? Nothing, have thought those Laduree ‘offering blends warm and welcoming as their unbeatable pastries. Two other French historians are trademarks and Kusmi Lov Organic who have recently opened their store in Milan. In short, we can say that the French have appropriated the typical ritual of tea ‘which traditionally belonged to the English customs? You have just figured out how to turn it into an object of desire?
What do you think?
Meanwhile, I’m going to prepararmene a cup … See you soon!

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Food

Sushi o bagna caoda?

Maki o cardo gobbo di Nizza Monferrato?

Sashimi o insalata belga?
Tempura o testa d’aglio?
Questo e’il dilemma!
Cosa ci piace di più: l’innovativa ed esotica cucina orientale o la saporita ed elaborata cucina tradizionale de noaltri?!!
Venerdì sera ho ceduto ai sapori di casa nostra. Sono stata a Ovrano, una piccola frazione sopra Acqui Terme (AL), dove ogni anno la pro loco organizza una serata dedicata alla bagna caoda.
Ma che cos’è questo tipico piatto che contraddistingue un piemontese da qualunque altro connazionale?
Pietanza assolutamente conviviale, viene servita in tegami di coccio al cui interno si appongono dei lumini per mantenerla calda. In questa deliziosa salsina, a base di olio, aglio e acciughe, si intingono poi varie verdure sia cotte che crude e addirittura ci si può cuocere un uovo.
Chiaro, il giorno seguente il vostro alito assassino potrebbe allontanare amici e parenti, ma per una sera, accompagnandola con del buon vino rosso, e’uno strappo alla regola che si può fare!
Non lascia invece residui post bellici una buona cena di sushi.
Ammetto di non essermi mai cimentata nel cucinarlo, ma ho solo avuto modo di apprezzarlo in buoni ristoranti. Il mio preferito a Milano e’ il Zen Sushi Restaurant, in zona Porta Romana. Questo locale e’molto carino anche per un semplice aperitivo, perché ha un tapis roulant dove si possono prendere i piattini che passano davanti al bancone e sorseggiare una dissetante birra Asahi.
In passato mi ero sempre rifiutata di mangiare il sushi più che altro per l’idea che avevo del pesce crudo, fino a quando una sera un’amica si presentò a casa mia con delle vaschette prese in un take away da mangiare davanti a L’onore e il Rispetto. Mi insegnò alcune regole fondamentali che vorrei suggerire anche a voi.
Versate in una ciotolina della salsa di soia dove potete stemperare del wasabi, poco o tanto a seconda dei gusti. Io adoro il cibo piccante per cui abbondo!
Poi immergete il sushi sempre dalla parte del pesce e non del riso in modo da non disfarlo. Al contrario il maki lo si può immergere per intero.
Infine e’buona educazione mangiarlo in un sol boccone piuttosto che dividerlo a metà.
Comunque, aldilà dell’ovvia diversità tra le due pietanze, non trovate ci sia almeno un elemento che le accomuna? Più che piatti, entrambi sono riti conviviali, caratterizzati da una particolare gestualità e dalla condivisione del cibo da parte dei commensali. Che piaccia più uno o l’altro, il cibo unisce e rende piacevole lo stare insieme. Nelle loro differenze, io li amo entrambi! E voi che ne pensate? Fatemelo sapere come sempre nei vostri commenti! Ciao e buon appetito a tutti!!

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