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Domani è già domenica…

Purtroppo domani è solo giovedì, ma questo ritornello mi è rimasto in testa dal concerto a cui ho assistito ieri sera.
A Varazze (Sv), presso la Polisportiva San Nazario, è andato in scena un bellissimo connubio artistico di due grandi cantautori: Zibba ed Omar Pedrini.
Il primo, forse meno conosciuto al grande pubblico, ma di vibrante talento e con molti anni di esperienza alle spalle, ha vinto il premio della critica nella Sezione Giovani a Sanremo 2014 con il brano “Senza di te”. È, a mio avviso, la voce più potente e significativa della nuova canzone d’autore italiana.
Il secondo non ha bisogno di presentazioni: cantautore e chitarrista straordinario, l’ex leader dei Timoria spazia con una naturalezza indescrivibile dal suo repertorio a quello di grandi artisti internazionali.
Il concerto è stato aperto da Zibba con alcuni dei suoi pezzi più famosi tra cui “Senza pensare all’estate”, “Nancy” ed “Il mio esser buono”, scritta per Cristiano De Andrè. Il cantautore di Varazze ha poi ceduto il palco ad Omar Pedrini che, senza risparmiarsi e coinvolgendo molto il pubblico, ha cantato canzoni storiche come “Senza vento”, “Via Padana Superiore”, “Lulu'”, fino al bellissimo singolo “Che ci vado a fare a Londra?”.
Sentirli poi cantare insieme una canzone meravigliosa dei Timoria come “Colori che esplodono”, scelta dallo stesso Zibba per l’occasione, è stata veramente l’emozione che ha coronato la serata.
Vorrei concludere questo post esprimendo un desiderio: mi piacerebbe rivedere insieme questa coppia artistica d’eccezione, magari sul palco di Sanremo, con un inedito scritto a quattro mani …chissà che qualcuno leggendo queste righe non colga il suggerimento…a buon intenditor…

Tomorrow is Sunday already …

Unfortunately tomorrow is only Thursday, but this chorus has stayed with me in the head from the concert last night.
In Varazze (Sv) at the Polisportiva San Nazario, a beautiful artistic union of two great songwriters went to the scene: Zibba and Omar Pedrini.
The first, perhaps less known to the general public, but with vibrant talent and many years of experience behind him, won the critics prize in the Youth Section at Sanremo 2014 with the song “Senza di te”. He is, in my opinion, the most powerful and important voice of the new Italian songwriters.
The second does not need any introduction: singer-songwriter and extraordinary guitarist, the leader of Timoria sweeps with a naturalness indescribable from his repertoire to that of major international artists.
The concert was opened by Zibba with some of his most famous pieces, including “Senza pensare all’estate”, “Nancy” and “Il mio esser buono”, written for Cristiano De Andrè. The singer from Varazze then left the stage to Omar Pedrini, that tirelessly and very engaging your audience, sang songs as historical “Senza vento”, “Via Padana Superiore”, “Lulu ‘”, to the beautiful single “Che ci vado a fare a Londra?”.
When I hear them singing together a wonderful song of Timoria as “Colori che esplodono”, chosen by Zibba for the occasion, it truly was the emotion that has crowned the evening.
I would like to conclude this post with a wish: I’d like to review this exceptional artistic couple, maybe on the stage of Sanremo, with a new song co-written together!

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Questione di numeri

55.000 è il numero di persone che sabato 19 luglio ha assistito al concerto dei Moda’ allo stadio San Siro di Milano.
4 ore e mezza l’attesa per sentirli cantare (purtroppo i miei posti non erano numerati).
2 ore e venti praticamente ininterrotte di concerto.
6 gli artisti o gruppi di artisti che hanno partecipato: a partire dai Dear Jack che hanno aperto lo show ai Tazenda, Francesco Renga, Bianca Atzei, Jarabe De Palo, fino al bravissimo Luca Ward che ha magistralmente presentato ciascuno dei Moda’.
10 il numero che Kekko aveva sulla maglietta, da vero Capitano.
2 ciascuno i toast che io e le mie due amiche abbiamo mangiato mentre ammazzavamo il tempo tra una chiacchiera e l’altra.
Infinite le emozioni vissute quella notte…che rivivremo a settembre in prima serata su canale 5!
Alla prossima!

Question of numbers
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Un’ora d’arte

Colore, che in certi artisti rappresenta gioia, in altri amarezza, in altri ancora spiritualità. La mostra che ho visitato ieri sera a Milano, uscendo dal lavoro, si intitola “Pollock e gli irascibili. La scuola di New York”. Aperta fino al 16 febbraio 2014 a Palazzo Reale, costituisce un’interessante rassegna di questo gruppo di pittori detti “gli irascibili” che negli anni 50 furono gli esponenti di una democratica protesta nei confronti del Metropolitan Museum of Art. L’opera cardine della mostra e’il “Number 27” di Pollock, oggetto peraltro di una difficile trattativa tra il Sole 24 Ore e il Whitney Museum che ha eccezionalmente acconsentito a concederla per l’esposizione. Oltre ad essere l’opera più famosa di questo straordinario artista, questo dipinto di circa tre metri e’ l’emblema della rottura con l’arte del passato. A cominciare dall’inversione della tela che con Pollock non viene più dipinta su un cavalletto, ma per terra. Vi posto una foto del Number 27: davanti a questa immagine non pensate, lasciatevi trascinare dall’armonia dei colori e dai suoi filamenti, frutto di un tratto non casuale, ma istintivo e geniale al tempo stesso.
Io lo vorrei in salotto. E voi?

An hour of art

Color, in which certain artists represents joy, bitterness in others, and in others spirituality. The exhibition I visited last night in Milan, leaving work, titled “Pollock and the irascible. School of New York.” Open until February 16, 2014 at the Royal Palace, is an interesting review of this group of painters known as “the irascible” that in the 50s were the leaders of a democratic protest against the Metropolitan Museum of Art The pivotal work of the exhibition the iconic “Number 27” by Pollock, however, the subject of a difficult negotiation between the Sole 24 Ore and the Whitney Museum, which has exceptionally agreed to grant it for the exposition. In addition to being the most famous work of this extraordinary artist, this painting about three feet and ‘the symbol of the break with the art of the past. Beginning with the inversion of the canvas that Pollock is no longer painted on a tripod, but on the ground. I’ll post a photo of the Number 27: in front of this picture do not you think, be carried away by the harmony of the colors and its filaments, the result of a sudden not random, but instinctive and brilliant at the same time.
I would like in the living room. And you?

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Andy, caro Andy…

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Sabato sera pop.

Destinazione Milano.
Obiettivo: mostra di Andy Warhol e astice alla catalana. Un abbinamento curioso ma di sicuro effetto per una serata speciale.
L’esposizione, a Palazzo Reale, dal 24 Ottobre 2013 al 9 Marzo 2014, e’ un’occasione rara per vedere riunite le più famose opere del Re della Pop Art. Raccolte dal magnate, Peter Brant, suo carissimo ed intimo amico, rappresentano uno sguardo unico sulla carriera artistica di Warhol. Dal ritratto dell’icona di tutti i tempi, Marilyn Monroe, al disegno della famosissima Campbell’s Soup, alla mostra si respira l’entusiasmante atmosfera della New York degli anni ’60 e ’70.
Ispirata ed affamata mi dirigo poi in uno dei miei ristoranti preferiti a Milano: Trattoria del Pescatore in Porta Romana. Il loro astice alla catalana parla da solo!!! Unico neo: occorre riservare un tavolo con largo anticipo perché il locale non è grandissimo ed è sempre molto affollato!
Bene, qualche spunto per un divertente weekend milanese ve l’ho dato…aggiungeteci poi un giro di shopping tra i negozi di Via Torino ed il gioco e’fatto!
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